GLI IMPIANTI

Depurazione delle Acque

Il Consorzio Aquarno S.p.A. è stato costituito nel 1983 per gestire l’impianto di depurazione centralizzato di Santa Croce sull’Arno (le cui prime vasche sono state realizzate già nel ’74). L’impianto è dedicato al trattamento dei reflui civili e industriali dei comuni di Santa Croce sull’Arno, Fucecchio, Castelfranco di Sotto e S. Maria a Monte.

Nel tempo, Aquarno ha ampliato le proprie attività, gestendo anche altri impianti collegati alla depurazione delle acque e al trattamento dei fanghi, oltre ad avere la gestione della rete di fognature industriali separate. L’impianto infatti gestisce le due tipologie di reflui su linee di trattamento distinte che si riuniscono prima dello scarico finale nel Canale di Usciana. Nella linea industriale vengono accolti modesti quantitativi di rifiuti liquidi.

La depurazione riveste un ruolo strategico per l’economia e la sostenibilità ambientale del Distretto Conciario Toscano, un’area ad alta concentrazione industriale. Con un bacino di 129 km², 52.000 abitanti e oltre 300 opifici, Aquarno opera in un contesto complesso e sfidante, soprattutto per la forte presenza della concia minerale al cromo.

Il Consorzio affronta quotidianamente criticità ambientali e produttive, garantendo qualità ed efficienza senza margini di errore. La gestione dinamica del depuratore, che dal 2020 opera in regime di AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) risponde ai continui aggiornamenti normativi e alle variazioni dei flussi produttivi del distretto. Nel corso di oltre 40 anni, l’impianto ha ampliato le proprie volumetrie passando dai primi 10.000 mc a oltre 150.000 mc di volumi dedicati ai trattamenti, raggiungendo una capacità depurativa di 2.050.000 abitanti equivalenti.

Gli sviluppi futuri, che vedono il Consorzio in prima linea nell’ambito dell’ “Accordo Integrativo per la Tutela delle risorse idriche del Basso Valdarno e del Padule di Fucecchio attraverso la riorganizzazione della depurazione del comprensorio del cuoio e del Circondario Empolese, della Valdera, della Valdelsa e della Val di Nievole” prevedono un ulteriore incremento della capacità di trattamento allo scopo di accogliere i reflui urbani della Val di Nievole e della Valdera, consolidando Aquarno tra i principali impianti di depurazione a livello europeo.

4M

di mc di refluo (industriale) trattato in un anno

7M

di mc di acqua restituita all’ambiente in un anno

27.5K

tonnellate di COD abbattuto in un anno (97 % di abbattimento)

IL PROCESSO

Linea Reflui Civili: come avviene il trattamento

Il Consorzio Aquarno gestisce la depurazione dei reflui civili provenienti dai comuni di Santa Croce sull’Arno, Fucecchio, Castelfranco di Sotto e Santa Maria a Monte. Tali reflui si distinguono nettamente da quelli industriali sia per caratteristiche qualitative sia quantitative; i principali parametri in ingresso risultano significativamente inferiori rispetto a quelli dei reflui industriali, influenzando di conseguenza la tipologia e le dimensioni delle fasi di trattamento. Le portate civili rappresentano in media il 40–45% del totale annuo e la loro gestione richiede soluzioni depurative differenti e più specifiche rispetto alla componente industriale. Il trattamento dei reflui civili si articola in tre fasi principali:

PRETRATTAMENTI MECCANICI:

I liquami civili in ingresso vengono sottoposti ad una prima grigliatura grossolana tramite griglia mobile, seguita da una grigliatura ed una fase di rimozione delle sabbie. Questi processi si rendono fondamentali per ridurre le attività di pulizia e manutenzione delle sezioni successive.

OSSIDAZIONE BIOLOGICA:

Il refluo in uscita dai pretrattamenti è convogliato in un’unica vasca di ossidazione biologica, di forma circolare e volume pari a 9.000 m³, all’interno della quale viene diffuso ossigeno puro. La combinazione tra configurazione geometrica della vasca, ossigeno e gestione ottimizzata dei flussi interni, consente l’integrazione, in un unico volume, delle fasi di denitrificazione e ossidazione biologica.

SEDIMENTAZIONE SECONDARIA:

Dopo il passaggio in una vasca di degasazione, il liquame contenente fanghi biologici in sospensione, viene suddiviso in cinque vasche rettangolari da 900 m³ ciascuna, dove avviene la separazione delle due fasi: il liquido chiarificato defluisce per stramazzo, mentre i fanghi si depositano sul fondo. Il refluo chiarificato prosegue il suo percorso verso lo stadio finale di clariflocculazione, comune ad entrambe le linee. Lungo il percorso, se necessario, può essere dosato un prodotto disinfettante per abbattere la carica batterica. I fanghi, invece, vengono in parte ricircolati in ossidazione biologica, i restanti inviati ad ispessimento.

IL PROCESSO

Linea Reflui Industriali: come avviene il trattamento

L’impianto centralizzato di Santa Croce sull’Arno tratta principalmente reflui industriali: il flusso in ingresso alla linea industriale è costituito per circa il 95% da reflui conciari, mentre il restante 5% proviene da lavorazioni secondarie o da conferimenti tramite autobotti. Per gestire la complessità di tali reflui, a partire dal 2002, è in uso un sistema ‘’Tutto biologico’’, che insieme alla realizzazione di un II stadio biologico, ha permesso di contenere la produzione di fanghi. Attualmente, l’impianto dispone di una volumetria complessiva di circa 150.000 m³, distribuita in 34 vasche con capacità variabile tra 100 e 15.000 m³, garantendo un tempo di residenza dei liquami pari a circa una settimana e il rispetto dei limiti allo scarico.

PRETRATTAMENTI CHIMICO - FISICI:

I reflui vengono sollevati e sottoposti a grigliatura e dissabbiatura per rimuovere materiale più o meno grossolano. Nelle vasche successive avviene la desolforazione e la pre – ossidazione. La prima avviene mediante impiego di ossigeno puro, per prevenire la formazione di solfuro di idrogeno e quindi maleodoranze ed eliminare la tossicità dovuta alle elevate concentrazioni di solfuri in ingresso. La seconda è una vasca di omogeneizzazione che ha anche lo scopo di indurre un’iniziale biodegradazione degli inquinanti organici mediante dosaggio di ossigeno puro.

OSSIDAZIONE BIOLOGICA 1° STADIO:

Il primo stadio di ossidazione biologica, realizzato nel 2001 con l’adozione del processo “Tutto Biologico”, si basa su un trattamento a fanghi attivi convenzionale, che sfrutta biomassa acclimatata (fango attivo) per la degradazione degli inquinanti. Il processo non richiede additivi chimici, ma necessita di un accurato controllo dell’aerazione e di altri parametri chiave come pH e temperatura, per garantire l’efficienza dei microrganismi. Il tutto avviene in 2 vasche gemelle rettangolari da 15.000 m3 ciascuna. Al termine del trattamento le acque vengono separate dai fanghi mediante sedimentatori rettangolari a gravità.

DENITRIFICAZIONE:

Nelle due vasche da 4.500 m3 ciascuna, con configurazione carousel, la biomassa anossica converte l’azoto nitrico in azoto gassoso, rimuovendo nutrienti e ulteriori inquinanti. Il processo non richiede aerazione, poiché i microrganismi utilizzano l’ossigeno dei nitrati che si formano dall’ossidazione dell’ammoniaca nella fase precedente.

OSSIDAZIONE BIOLOGICA 2° STADIO:

Il flusso entra nel secondo stadio di ossidazione biologica, distribuito su tre vasche areate da 10.500 m³ ciascuna, con geometria carousel. Il controllo automatizzato e il monitoraggio analitico del laboratorio interno, assicurano l’efficienza del processo, che provvede alla rimozione di una frazione di inquinanti più recalcitranti e ostili alla depurazione biologica. 

La miscela aerata in uscita dal secondo stadio biologico è trattata in due sedimentatori circolari da 4.000 m³. Il liquame chiarificato defluisce per stramazzo verso il trattamento terziario. Il fango è in parte ricircolato nell’ossidazione secondaria e in parte avviato all’ispessimento.

TRATTAMENTO TERZIARIO:

Consiste nella combinazione di un processo Fenton (processo di ossidazione avanzata che impiega sali di ferro, acqua ossigenata, acido cloridrico e latte di calce) con successiva chiariflocculazione dei liquami trattati. A questo punto le acque industriali si uniscono a quelle civili e sono inviate ad un coagulatore, dove, dosando poliettrolita, avviene la separazione tra parte liquida e fango chimico-fisico. Le acque ormai depurate, vengono scaricate nel corpo idrico ricettore, Canale Usciana.

SCARICO FINALE:

L’acqua trattata viene scaricata nel rispetto delle normative, con controlli costanti effettuati dal laboratorio interno e da parte degli enti preposti.

ISPESSIMENTO FANGHI E TRASFERIMENTO AD UNITA’ TRATTAMENTO FANGHI:

I fanghi di supero, sono ispessiti in tre vasche circolari da 2.800 m³ ciascuna, per ridurne il volume. I surnatanti sono reimmessi nella denitrificazione, mentre i fanghi concentrati confluiscono in una vasca di accumulo, da cui sono pompati al trattamento fanghi tramite fangodotto.

MIGLIORIE:

A partire dal 2025 sono in fase di realizzazione alcune migliorie sulla linea industriale che porteranno ad un’ulteriore riduzione dei parametri di scarico e dei prodotti chimici utilizzati. Stiamo parlando di:

  • Impiego di Ozono (autoprodotto) a valle del 1° Stadio di ossidazione biologico
  • Utilizzo di Carbone Attivo granulare nel 2° stadio biologico
  • Abbattimento dei solfuri mediante ossidazione parziale
SOLUZIONI AQUARNO

Soluzioni avanzate per la gestione delle risorse idriche e ambientali